La storia della stele zinzendorfia

Immagine della stele nel 1904, gentilmente concessa da Enzo Lorenzetti.

Nel 1719, dopo l’istituzione del Porto Franco da parte dell’imperatore Carlo VI, per la città di Trieste si aprì un periodo in cui avrebbe potuto realizzarsi una grande crescita economica e demografica. Ciò non avvenne subito, fu necessaria l’opera di un grande uomo, Karl von Zinzendorf!

Una delle principali necessità per il fiorire dei commerci era una rete stradale efficiente, problema -ancor oggi- di non facile soluzione per una città che si sviluppa tra il mare Adriatico e il Carso.

Il conte Karl von Zinzendorf , governatore di Trieste dal 1776 al 1782, fece costruire ben due strade per collegare la città all’ altipiano, entrambe ancora in uso.

La prima è la via Bonomea, la seconda la via Commerciale.

Per celebrare la costruzione della via Commerciale, detta anche strada Zinzendorfia, Il governatore fece erigere, su progetto dell’architetto Carlo Dini, una stele commemorativa contenente una bella iscrizione. La fece collocare, significativamente, presso la stazione di cambio dei cavalli, all’incrocio tra le tre strade: quella nuova proveniente da Trieste, la strada per Vienna e la strada verso il Friuli (attuale via di Prosecco).

Nell’iscrizione si sottolinea che, con la costruzione della strada Zinzendorfia, l’accesso alla strada per Vienna e alla strada per il Friuli è diventato più celere e più comodo a beneficio del commercio dei triestini.

Tutto questo avvenne pochi mesi prima della morte di Maria Teresa (29 novembre 1780)

Quella sulla stele di Zinzendorf è quindi una delle ultime epigrafi (forse l’ultima) dove sono citati insieme come regnanti Maria Teresa ed il figlio Giuseppe II.

La stele rimase al suo posto a veder scorrere sotto di sé la vita del paese, fino a quando, nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1981, fu investita da un pullmann che viaggiava tra Istanbul e Zurigo.

Nell’incidente la lastra di marmo con l’iscrizione fu danneggiata in modo irreparabile. I frammenti originali si trovano a tutt’oggi archiviati ordinatamente in una scatola di legno presso l’orto lapidario. Potrebbe essere restaurata con modica spesa, ma solo per essere esposta in museo.

Sulla stele restaurata e ricollocata a Opicina nel 1983 fu posta una copia, il più fedele possibile all’originale.

Nel 2009 il monumento fu nuovamente rimosso per permettere la costruzione della rotatoria. Il suo ricollocamento ha richiesto più tempo del previsto. Nel gennaio 2018 è iniziato il cantiere che l’ha restituita alla sua Opicina.

Dopo un accurato restauro, festosamente celebrata dagli abitanti del borgo e dalle autorità, la stele è stata inaugurata il 13 aprile 2018.