La bellezza dell’oro per la nostra vera da pozzo

A vedere oggi le desolate foto della nostra vera da pozzo in un angolo dell’Orto Lapidario, costa fatica immaginare quella bella giornata del 2 maggio 1780, quando il conte Carlo ebbe una magnifica sorpresa.

 

Il Conte si era ben reso conto che l’acqua era importante tanto quanto la strada e il parrocco di Opcina, Mattia Decleva, in segno di gratitudine per la costruzione della cisterna, preparò il testo latino del cartiglio in suo onore, prontamente realizzato dalle maestranze.

(Questi cartigli erano assai in uso a fine Settecento: di simili se ne trovano -illeggibii a causa dell’incuria- anche sulla base della fontana dei continenti, oppure sul Capofonte dell’ Acquedotto Teresiano a S. Giovanni)

 

Immaginiamo il cartiglio appena scolpito con l’iscrizione cronografica in oro!

Grande fu, quel giorno, la soddisfazione e il compiacimento del Conte de Zinzendorf, come lo chiamavano i Triestini.

Per quasi 200 anni l’acqua di Opicina, garantita dalla cisterna Zinzendorfia, ha continuato ad attirare gli abitanti del villaggio e dei luoghi vicini. Nelle vecchie foto e cartoline si vedono spesso anche le donne con i recipienti o le ceste della biancheria da lavare.

Oggi speriamo che  la vera, riportata alla sua originale bellezza, ritorni a casa presto per continuare a raccontare questa storia.