La cisterna, Zinzendorf e l’acqua per Opicina

Rifornirsi d’acqua è sempre stato difficile nel passato, in Carso ancora di più. Nonostante i fiumi sotterranei la terra è arida, pietrosa, povera da coltivare, dura per gli abitanti e per gli animali.
Lo sapeva bene il conte Zinzendorf che, facendo costruire la strada per Vienna, percorreva a cavallo questi luoghi polverosi, ispezionava i luoghi, si confrontava con la popolazione. Proprio mentre si costruiva la Zinzendorfia e mentre già immaginava il monumento da porre all’incrocio fra la strada di Vienna e quella per l’Italia, capì che c’era da realizzare un altro monumento forse ancora più importante: una provvista d’acqua per la grande stazione di posta nel centro di Opicina e per gli abitanti, una cisterna che raccogliesse – filtrandola – l’acqua piovana.
All’imbocco di questa cisterna fece collocare nel 1779 una vera in marmo del Carso con l’iscrizione: “Agli oppressi per la scarsità d’acqua soccorse il governatore Carlo conte di Zinzendorf 1779” (“AqVae InopIa oppressIs sVbVenit / GVbernator CaroLVs CoMes / a ZInzenDorf”, dove le lettere maiuscole servono a comporre la data che risulta essere MDCCLVVVVVIIII).
Prima dimenticata, poi salvata dalla demolizione, quindi esiliata come proprietà privata in un fondo a Gabrovizza, oggi questa vera giace nell’Orto Lapidario e attende di tornare a Opicina come la Stele, due tra i pochi monumenti a ricordare quanto si fece allora!

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